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Chirurgia orale

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La frequente inclusione ossea e mucosa del dente del giudizio nell’età adulta ha radici in tempi molto lontani.

Filogeneticamente, l’assunzione da parte dell’uomo preistorico della postura eretta e il graduale aumento della massa cerebrale hanno determinato una riduzione della grandezza della mandibola e del mascellare superiore cui non si è accompagnata un’adeguata riduzione della dimensione e/o del numero dei denti.

Le conseguenze sono rappresentate dalla mancanza di un adeguato spazio lungo le arcate per tutti gli elementi dentali. Da qui un aumento dell’incidenza delle varie occlusioni ed una maggiore difficoltà per un’eruzione normale dei denti del giudizio. I terzi morali vanno controllati a partire dai 14/16 anni.

Già da quest’età è pssibile una precoce analisi sul futuro spazio disponibile per una corretta eruzione dei terzi morali. Il controllo viene effettuato tramite esame radiografico: ortopantomografia e topografia computerizzata (TAC).

Disodontiasi del dente del giudizio

Quando il terzo molare non ha sufficiente spazio per erompere completamente o è posto in una posizione anomala si manifesta facilmente un’infiammazione della gengiva, del parodonto profondo, dell’osso e del dente vicino che prende il nome di: pericoronarite.  Si configura come un quadro clinico definito “disotontiasi del terzo morale”. Prima di procedere all’estrazione del dente del giudizio è necessario effettuare esami radiologici per valutare i rapporti anatomici tra il dente e le strutture nervose vascolari e del seno mascellare: RX panoramica e TAC.

L’età ideale per togliere il dente del giudizio?

Quando esistono problemi a carico dei terzi morali, va ricordato che l’aggravamento della patologia è progressivo. Si deve inoltre segnalare che esiste un consenso generale sul fatto che le complicanze chirurgiche sono molto meno frequenti se si interviene tra i 17 e i 20 anni.

A questa età le radici sono formate per due terzi, l’osso è relativamente elastico, il legamento parodontale è lasso e spesso, quindi l’intervento è più semplice e la guarigione post-chirurgica è rapida. Gli studi dimostrano che i pazienti più giovani hanno un decorso operatorio migliore rispetto a quelli più anziani. L’età migliore per la chirurgia è tra i 15 e i 20 anni.

Ascessi e apicectomia

Per ascesso si intente la formazione di una raccolta purulenta (pus) in una cavità neo-formata conseguente ad un’infezione batterica. La terapia consiste nell’incisione dell’ascesso x il drenaggio del pus e nella terapia antibiotica mirata. L’apicectomia è un piccolo intervento chirurgico rivolto a rimuovere il granuloma apicale nei denti malati in cui la terapia canalare tradizionale non è possibile. In molti casi, la rimozione del granuloma si associa all’asportazione dell’apice radicolarte. L’indicazione più frequente per l’apicectomia è l’insuccesso di una terapia endodontica, di un elemento dentario la cui conservazione è ritenuta necessaria.

Classificazione estrazioni

Le estrazioni si classificano in:
– semplici qualora il dente, o la sua porzione residua, siano ancora presenti in arcata e/o facilmente accessibile al chirurgo e la sua estrazione non sia complicata da particolari condizioni anatomiche (radici curve, vicinanza con strutture delicate come il nervo alveolare inferiore e il seno mascellare).

– complesse quando non si tratti delle condizioni di cui sopra ed in particolare nel caso il dente sia incluso o semi-incluso nelle ossa mascellari (si parla in questo caso di inclusione dentaria).

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